Una mamma per amica
Il rapporto tra madri e figlie è molto cambiato negli ultimi trent’anni e, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, non sempre in peggio. A confermarlo è Alessandra Graziottin, ginecologa e sessuologa dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano, che ha recentemente condotto un’indagine sulla relazione tra generazioni di donne, in particolare per quanto riguarda la sessualità, la salute e la prevenzione.
“L’indagine, condotta su oltre 1.500 donne italiane rappresentative della popolazione generale, svela che, rispetto a 50 anni fa, madri e figlie parlano molto di look, di aspetto del corpo, di modalità per migliorarlo: è un argomento importante per oltre il 78 per cento delle intervistate e, anche se in apparenza è effimero, può aprire una porta verso un approfondimento della conoscenza del proprio corpo. Fa riflettere, però, il fatto che se negli anni Ottanta parlavano di spiritualità e cultura il 33 per cento delle coppie madre-figlia, oggi questo argomento crolla a un inquietante zero per cento. C’è spazio, invece, per la sessualità, ed è importante notare che ben l’80 per cento delle mamme parla di salute con le proprie figlie: ancora non abbastanza, ma sicuramente meglio del 7 per cento circa che si registrava negli anni Cinquanta. Se però si limita la domanda alla contraccezione o alla sessualità si supera difficilmente il 10 per cento”.
L’indagine, che è stata condotta nella prima metà del 2007, risente anche degli argomenti
di attualità: ecco quindi che molte mamme hanno parlato con le figlie della vaccinazione per l’HPV. Lo sport è molto trattato dalle giovanissime che lo praticano, poco dalle donne più mature.
È necessaria una maggiore informazione sui benefici che si possono ottenere nel diminuire il rischio oncologico e cardiovascolare, correlato con l’obesità: serve una maggiore consapevolezza dei vantaggi che l’attività fisica ci dà. Ma senza esagerare: alcuni studi, in particolare negli Stati Uniti, hanno dimostrato che
la mania per la palestra e per il fitness possono essere un segnale iniziale di un disturbo dello schema corporeo che può portare all’anoressia e alla bulimia. Anche in questo caso è fondamentale il dialogo con la madre, o comunque la sua attenzione: solo lei può capire se la giusta e necessaria pratica sportiva sconfina in qualcosa di ossessivo.
Infine rimane il punto critico dell’equilibrio psicologico tra l’infanzia e l’età adulta. Oggi la società tende a introdurre sempre più precocemente l’argomento sessuale nella vita delle bambine, basti pensare all’abbigliamento in vendita in certi negozi, ai trucchi destinati alle giovanissime: tutto ciò richiede grande attenzione da parte delle famiglie e, talvolta, l’aiuto di un medico attento. I rischi di uno sviluppo disarmonico della personalità (ovvero di un corpo che induce a fare esperienze troppo precoci per il livello di maturità psicologica raggiunto) sono certamente psicologici, ma anche molto concreti: gravidanze indesiderate in età adolescenziale , malattie sessualmente trasmesse, che con il tempo possono aumentare il rischio di malattie oncologiche.
25 anni fa, per la prima volta, AIRC distribuiva, in poche piazze milanesi, L’Azalea della Ricerca, con lo scopo di raccogliere fondi per la ricerca contro il cancro. Già allora questa iniziativa, che cade in occasione della Festa della mamma, aveva assunto una caratteristica tipicamente femminile.