Azalea della ricerca 2010: i risultati

Grazie di cuore a tutti i sostenitori che hanno scelto di aiutare AIRC con l’Azalea della Ricerca.

In poche ore i volontari AIRC hanno distribuito più di 660 mila azalee nelle 3.700 località sparse in tutta Italia. Un risultato straordinario, dovuto alla grande generosità di tutti e alla capacità dei nostri volontari, sempre pronti a gestire la complessa organizzazione di questo evento con entusiasmo, allegria e grande coinvolgimento.

Grazie all’importante contributo raccolto, i nostri ricercatori potranno continuare a rendere il cancro una malattia sempre più curabile.

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Tumore al polmone: le mutazioni genetiche non sono ereditate

Le mutazioni genetiche che portano al tumore del polmone non vengono ereditate, ma acquisite nel corso della vita soprattutto a causa dell’esposizione continua al fumo o a sostanze chimiche pericolose.

Per saperne di più domani vieni in piazza e insieme all’Azalea della Ricerca riceverai la guida Donna e uomo uniti nella prevenzione. Tutto ciò che bisogna sapere per diminuire il rischio di ammalarsi.

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Tumori ed ereditarietà

Il nostro patrimonio genetico contiene geni capaci di favorire o tenere a bada il tumore, oltre ad altri geni che in alcuni casi possono mutare e dare il via libera al cancro.

Per il tumore del colon-retto esistono forme di tipo ereditario nelle quali i genitori trasmettono ai figli un gene difettoso che con il tempo può dare origine alla malattia.

Per saperne di più vieni in piazza domenica 9 maggio e insieme all’Azalea della Ricerca riceverai la guida Donna e uomo uniti nella prevenzione. Tutto ciò che bisogna sapere per diminuire il rischio di ammalarsi.

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Tumore al colon: le fibre ci proteggono

Uno dei fattori che più influenzano il rischio di sviluppare il cancro del colon-retto è l’alimentazione non equilibrata. Troppi grassi animali e proteine aumentano il rischio che le cellule del nostro intestino diventino tumorali, mentre le fibre ci proteggono.

Per saperne di più vieni in piazza domenica 9 maggio in occasione della Festa della mamma e insieme all’Azalea della Ricerca riceverai la guida Donna e uomo uniti nella prevenzione. Tutto ciò che bisogna sapere per diminuire il rischio di ammalarsi.

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La festa della mamma: un’occasione per aiutare la ricerca

La Festa della MammaCome ogni anno, torna nelle piazze d’Italia L’Azalea della Ricerca, un’iniziativa importante attraverso la quale è possibile finanziare la ricerca oncologica.

Dalla sua prima edizione nel 1985, l’Azalea della Ricerca prende vita grazie all’impegno dei Comitati regionali e al coinvolgimento di 25 mila volontari.

Per tradizione i fiori di AIRC arrivano nel giorno della Festa della mamma e, oltre a rappresentare un’occasione importante di raccolta fondi, offrono lo spunto per dar vita ad un momento di informazione e sensibilizzazione  diretta soprattutto alle donne.

Quest’anno però non sono solo le donne le protagoniste della manifestazione: con l’Azalea nelle piazze verrà distribuito un pocket informativo dedicato a tutta la famiglia: Donna e uomo uniti nella prevenzione.

Visita il sito speciale per trovare la piazza più vicina.

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E’ on line il sito speciale dedicato all’Azalea della Ricerca di AIRC.

Per la Festa della Mamma regala L'Azalea di AIRCIn occasione della Festa della mamma, che verrà festeggiata domenica 9 maggio, AIRC ha realizzato un sito dove è possibile trovare tutte le informazioni relative all’evento in piazza. Nello specifico, sul sito c’è  un sistema di ricerca grafica  che consente di individuare rapidamente le piazze oggetto dell’iniziativa, semplicemente cliccando sulla regione di interesse, oppure digitando il Comune o la Provincia di riferimento.

Sul sito si parla anche di prevenzione oncologica e vengono anticipati alcuni contenuti del pocket Donna e uomo uniti nella prevenzione, che verrà distribuito nelle piazze domenica 9 maggio. Si tratta un’utile guida per tutta la famiglia, contenente alcuni consigli per la prevenzione, gli esami per la diagnosi precoce previsti dal Ministero della Salute e le terapie specifiche per il tumore del colon-retto e del polmone.

Per saperne di più:  Guida alla prevenzione

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Una mamma per amica

Il rapporto tra madri e figlie è molto cambiato negli ultimi trent’anni e, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, non sempre in peggio. A confermarlo è Alessandra Graziottin, ginecologa e sessuologa dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano, che ha recentemente condotto un’indagine sulla relazione tra generazioni di donne, in particolare per quanto riguarda la sessualità, la salute e la prevenzione.

“L’indagine, condotta su oltre 1.500 donne italiane rappresentative della popolazione generale, svela che, rispetto a 50 anni fa, madri e figlie parlano molto di look, di aspetto del corpo, di modalità per migliorarlo: è un argomento importante per oltre il 78 per cento delle intervistate e, anche se in apparenza è effimero, può aprire una porta verso un approfondimento della conoscenza del proprio corpo. Fa riflettere, però, il fatto che se negli anni Ottanta parlavano di spiritualità e cultura il 33 per cento delle coppie madre-figlia, oggi questo argomento crolla a un inquietante zero per cento. C’è spazio, invece, per la sessualità, ed è importante notare che ben l’80 per cento delle mamme parla di salute con le proprie figlie: ancora non abbastanza, ma sicuramente meglio del 7 per cento circa che si registrava negli anni Cinquanta. Se però si limita la domanda alla contraccezione o alla sessualità si supera difficilmente il 10 per cento”.

 

L’indagine, che è stata condotta nella prima metà del 2007, risente anche degli argomenti

di attualità: ecco quindi che molte mamme hanno parlato con le figlie della vaccinazione per l’HPV. Lo sport è molto trattato dalle giovanissime che lo praticano, poco dalle donne più mature.

È necessaria una maggiore informazione sui benefici che si possono ottenere nel diminuire il rischio oncologico e cardiovascolare, correlato con l’obesità: serve una maggiore consapevolezza dei vantaggi che l’attività fisica ci dà. Ma senza esagerare: alcuni studi, in particolare negli Stati Uniti, hanno dimostrato che

la mania per la palestra e per il fitness possono essere un segnale iniziale di un disturbo dello schema corporeo che può portare all’anoressia e alla bulimia. Anche in questo caso è fondamentale il dialogo con la madre, o comunque la sua attenzione: solo lei può capire se la giusta e necessaria pratica sportiva sconfina in qualcosa di ossessivo.

Infine rimane il punto critico dell’equilibrio psicologico tra l’infanzia e l’età adulta. Oggi la società tende a introdurre sempre più precocemente l’argomento sessuale nella vita delle bambine, basti pensare all’abbigliamento in vendita in certi negozi, ai trucchi destinati alle giovanissime: tutto ciò richiede grande attenzione da parte delle famiglie e, talvolta, l’aiuto di un medico attento. I rischi di uno sviluppo disarmonico della personalità (ovvero di un corpo che induce a fare esperienze troppo precoci per il livello di maturità psicologica raggiunto) sono certamente psicologici, ma anche molto concreti: gravidanze indesiderate in età adolescenziale , malattie sessualmente trasmesse, che con il tempo possono aumentare il rischio di malattie oncologiche.

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Allarme anoressia e obesità tra le giovani donne

È un paradosso pensare che, se da un lato i giornali sono giustamente pieni di allarmati annunci sulla diffusione dell’anoressia nervosa, una malattia che porta in particolare le giovani adolescenti a lasciarsi letteralmente morire di fame per una errata percezione del proprio corpo, dall’altro lato è anche allarme obesità.

Secondo i dati del ministero della Salute, oltre il 20 per cento delle bambine e ragazze e quasi il 30 per cento dei maschi è sovrappeso. La colpa, principalmente, è delle cattive abitudini alimentari e della sedentarietà. Non basta il pasto serale cucinato dalla mamma per equilibrare un pranzo fatto di focacce, hamburger, pizze e patatine fritte, senza contare che la frutta e la verdura sono praticamente scomparse dalla tavola degli adolescenti. Ecco quindi che bisogna correre ai ripari, ma cominciando presto. È nella prima infanzia che si crea il gusto per i buoni cibi e che si imparano i principi di una sana alimentazione.

Nel frattempo, anche gli oncologi guardano con preoccupazione a questo progressivo aumento del peso degli adolescenti: l’obesità è in relazione con diversi tipi di cancro, di cui aumenta il rischio.

Il National cancer institute statunitense ricorda che troppo grasso corporeo aumenta il rischio di cancro della colecisti, del seno (ma solo dopo la menopausa, perché prima sembra avere invece un effetto protettivo) e dell’endometrio. Anche l’anoressia, e in particolare la bulimia, sono legate a un particolare tipo di rischio oncologico: il cancro dello stomaco e soprattutto quello dell’esofago.

Pur essendo raro in età giovanile, questo tipo di tumore è favorito dall’irritazione provocata dagli episodi di vomito autoindotto. Anche se non è questa la causa principale di mortalità nell’anoressia, ma un’evenienza piuttosto rara, è comunque una ragione in più per avere un occhio di riguardo nei confronti delle figlie adolescenti e del loro rapporto con il peso corporeo.

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Cancro al seno: ancora passi in avanti

Alcune pazienti con cancro al seno, anche se sottoposte a chemioterapia, sviluppano metastasi tumorali. Analizzando il tessuto neoplastico ottenuto da pazienti operate di tumore al seno, è stata individuata una nuova molecola (FOXP3) associata alla probabilità di sviluppare metastasi. 

La scoperta è frutto della collaborazione tra l’Unità operativa bersagli molecolari dell’Istituto nazionale tumori di Milano, diretta da Elda Tagliabue, e il gruppo di ricerca diretto da Andrea Balsari,docente di Immunologia all’Università Statale di Milano.

I risultati dello studio finanziato da AIRC sono stati recentemente pubblicati dal prestigioso Journal of Clinical Oncology. Con le conoscenze acquisite – sottolinea Elda Tagliabue – sarà possibile intraprendere studi sia per determinare la possibilità di utilizzare FOXP3 per individuare i tumori più aggressivi contro i quali indirizzare le terapie sia per disegnare nuove molecole in grado di contrastarne l’azione”.

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25 anni di azalee nelle piazze

L'Azalea della Ricerca25 anni fa, per la prima volta, AIRC distribuiva, in poche piazze milanesi, L’Azalea della Ricerca, con lo scopo di raccogliere fondi per la ricerca contro il cancro. Già allora questa iniziativa, che cade in occasione della Festa della mamma, aveva assunto una caratteristica tipicamente femminile.

Oggi le Azalee costituiscono un appuntamento importante in tutte le piazze d’Italia e contribuiscono a finanziare con quasi dieci milioni di euro (dati edizione 2009) la ricerca oncologica.

In questi anni AIRC è cresciuta, ma sono cresciute anche le donne italiane che oggi sono più consapevoli del proprio corpo, delle sue necessità e della cura che bisogna averne. Basti pensare che 25 anni fa il cancro del collo dell’utero (un tumore oggi prevenibile nella quasi totalità dei casi con il Pap-test e con il vaccino anti HPV) colpiva 15 donne ogni 100.000, oggi dieci (e il dato potrebbe scendere ancora se si diffondesse di più la pratica dello screening).

Per non parlare del cancro del seno: se i dati lo segnalano in lieve aumento, indicano anche la sempre maggior diffusione della diagnosi precoce e la crescita del numero di guarigioni, grazie alla maggiore consapevolezza delle donne e all’utilizzo di strumenti come la mammografi a e la visita senologica.

AIRC è stata protagonista di questa presa di coscienza, grazie alle sue campagne informative che hanno sdoganato il tema cancro e hanno diffuso l’idea che si tratta di una malattia che spesso si può curare e ancor più spesso prevenire.  Oggi le riviste femminili non hanno più paura di parlare di questi temi, che toccano tutte le donne, e AIRC è fiera di aver contribuito a questo progresso della comunicazione.

La ricerca non si è fermata: mentre le piantine di azalea crescevano, la rivoluzione della genomica ha cambiato la faccia dell’oncologia. Oggi sappiamo che sono i geni i responsabili della trasformazione tumorale della cellula e gli scienziati sono impegnati a identifi care quelli responsabili dei diversi tumori, con lo scopo di creare nuovi farmaci centrati sul bersaglio.

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