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Screening e vaccino HPV

IL VACCINO CONTRO L’HPV

L’infezione da Papilloma Virus (HPV) si trasmette per via sessuale e si stima che, nel corso della vita, infetti fino all’80 per cento delle donne: nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente, ma le forme resistenti sono responsabili della quasi totalità dei tumori della cervice uterina. La vaccinazione contro l’HPV previene circa il 90 per cento delle neoplasie di cui il virus è responsabile, comprese quelle che colpiscono ano, vagina, pene, vulva e orofaringe. È offerta a ragazze e ragazzi nel dodicesimo anno di età (ovvero prima che diventino sessualmente attivi) e in alcune Regioni fino ai 25 anni. Ha dimostrato una buona efficacia anche in età più matura (dove è proposta in regime di copagamento), ma prima di decidere di effettuarla è consigliato parlarne con il proprio ginecologo.

GLI SCREENING ONCOLOGICI

L’obiettivo è scoprire che un tumore si sta sviluppando prima che dia sintomi, perché così vi sono maggiori possibilità di curarlo. In Italia gli esami di screening offerti gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale sono tre, per la diagnosi dei tumori del seno, della cervice uterina e del colon-retto. La pandemia di Covid-19 ha rallentato sensibilmente gli screening (oltre 2 milioni in meno nei primi nove mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019). Ora l’oncologia italiana sta compiendo un grande sforzo per recuperare il tempo perduto e invita tutti ad aderire agli screening senza timore.

Lo screening mammografico


La mammografia è l’esame radiografico che consente di visualizzare precocemente la presenza di noduli al seno, non ancora palpabili, che possano essere causati da un tumore. Per le donne tra i 50 e i 69 anni, lo screening prevede l’esecuzione della mammografia ogni due anni. In alcune Regioni, in via sperimentale, lo screening è esteso alle donne con età compresa tra i 69 e i 74 anni e a quelle tra i 45 e i 49 anni. In quest’ultima categoria di persone, è previsto che la mammografia sia effettuata ogni anno.

Lo screening cervicale


L’obiettivo è individuare le lesioni precancerose e i tumori della cervice uterina in fase iniziale, ma anche la presenza del virus HPV che ne è la causa. Sono utilizzati due tipi di test: l’HPV test ricerca il DNA dei ceppi di Papilloma Virus ad alto rischio oncogeno, è rivolto alle donne tra i 30 e i 65 anni e va ripetuto ogni 5 anni. Tra i 25 e i 29 anni l’esame di riferimento è invece il Pap test, da effettuarsi ogni 3 anni. Anche le donne vaccinate per l’HPV sono invitate ad aderire allo screening, perché vaccinarsi diminuisce il rischio di ammalarsi ma non lo annulla del tutto.

Lo screening colorettale


Il test più frequente è la ricerca di sangue occulto nelle feci. Va fatto ogni 2 anni tra i 50 e i 69 anni per individuare tracce di sangue non visibili a occhio nudo, ma che possono essere il segnale della presenza di tumori o di polipi, lesioni benigne della mucosa intestinale che vanno asportate perché nel tempo possono trasformarsi in cancro. Se l’esame è positivo si procederà con la colonscopia per esaminare l’intero colon-retto. Alcuni programmi di screening prevedono invece la rettosigmoidoscopia, eseguita una sola volta intorno ai 58-60 anni: è un esame endoscopico che permette di osservare l’ultima parte dell’intestino, dove si sviluppa il 70 per cento dei tumori del colon-retto.

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