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Un vaccino sempre più utile

La notizia è di poche settimane fa ed è stata pubblicata sul Journal of Infectious Diseases. A dieci anni dall’introduzione del vaccino anti-HPV in Australia, le ragazze di età compresa tra i 18 e i 24 anni che contraggono l’infezione sono passate dal 22,7 all’1,5 per cento.

Il virus del Papilloma umano (HPV) è la causa unica del cancro della cervice uterina e far scomparire l’infezione significa, in futuro, far scomparire la malattia. Ma ci sono altri vantaggi che appaiono meno immediati, come spiega Lisa Licitra, direttore dell’Oncologia medica dei tumori della testa e del collo all'Istituto tumori di Milano: “Dai primi anni 2000 si osserva un aumento dei tumori della bocca e della faringe, sia nelle donne sia negli uomini. In questi tumori si trova traccia del virus HPV, a conferma del fatto che la trasmissione avviene attraverso il sesso orale” spiega l’esperta. Sono legati ad HPV anche molti tumori del pene, della vagina e della vulva. Oltre che sulla terapia, la ricerca si sta concentrando sulla prevenzione. Il virus, infatti, scompare entro due anni dal contagio nel 60-90 per cento dei casi.

Ma nella restante percentuale rimane attivo, in silenzio, all’interno delle cellule, finché il tumore non si manifesta. L’obiettivo, quindi, è aumentare la copertura vaccinale per maschi e femmine (dal 2017 il vaccino in Italia è gratuito anche per i maschi), fare diagnosi precoce di infezione e trovare una terapia capace di distruggere il virus prima che faccia danni.

 

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